Crea sito

CAPITOLO XXIV

“Benjamin!” esclamò Dax dopo aver ricontrollato per la terza volta i dati dei sensori. “Ho perso i contatti con l’avamposto di ricerca nel settore zero uno due!”
Sisko si alzò dalla sua poltrona e si avvicinò alla postazione del timoniere, osservò i rilevamenti dei sensori a lungo raggio ed osservò i dati. Sul piccolo display appariva una la rilevazione di una nave, indubbiamente dei Pak.
In quel momento, in plancia, entrò O’Brien e Sisko spostò la sua attenzione su di lui; seguito da Bashir, il capitano si avvicinò all’ingegnere e gli disse: “Capo, abbiamo perso i contatti con un nostro avamposto nel settore dove si trova la nave Pak. Mi dica che il suo piano è pronto!”
“Devo ancora fare alcune simulazioni!” rispose O’Brien. “Ma il sistema è già installato!”
“Proceda!” disse Sisko, quindi si rivolse a Worf e chiese: “Comandante, tra quanto tempo raggiungeremo il settore zero uno due?”
Il Klingon, dopo aver richiamato i dati sulla sua consolle, rispose: “All’attuale velocità in due ore e dodici minuti!”
Sisko rifletté un attimo sulla decisione da prendere prima di ordinare: “Comandante, faccia una serie di simulazioni di battaglia. Voglio che l’equipaggio sia preparato!”
“Si, capitano!” rispose Worf.
“Io sarò nel mio alloggio. Dax a te il comando!”
Jadzia si alzò dal suo posto e si sedette sulla poltrona di comando, lanciò un’occhiata a suo marito e questi vi lesse una scintilla di paura in fondo agli occhi della moglie.

Sisko entrò nel suo alloggio e si massaggiò energicamente gli occhi. Si sedette sulla sedia di fronte al terminale del computer e restò per un po’ di tempo così, intento a contemplare l’emblema della Federazione Unita dei Pianeti.
A quante missioni aveva partecipato; quante battaglie aveva combattuto per difendere i principi di libertà e giustizia che rappresentava quell’emblema. La paure era sempre presente quando sentiva l’approssimarsi dello scontro; ma mai come allora si sentiva così disperatamente affranto e privo di speranza.
Anche durante la Guerra del Dominio aveva sempre trovato una luce di speranza nel suo cuore. Sapeva in un certo qual senso che le battaglie che affrontava l’avrebbero portato alla vittoria. Stavolta, invece, le sue speranze erano sparite. Era come se vedesse tutto nero e si chiese se non stava trascinando la nave e l’equipaggio verso la morte.
E’ con tale stato d’animo che, dopo aver attivato manualmente il registratore, cominciò a redigere il diario di bordo: “Diario di bordo data stellare 55385.3, la Defiant, insieme alla Voyager, alla Roma e all’Enterprise, sta procedendo verso il settore zero uno due per intercettare la nave Pak. Il capo O’Brien ha installato gli aggiornamenti per gli scudi deflettori che, uniti all’idea del capo ingegnere della Roma, il capitano Scott, attivare uno scudo metafasico intorno alle navi, dovrebbero fornirci una protezione maggiore contro le armi tetrioniche del vascello alieno. Spero solo di di non star conducendo il mio equipaggio incontro alla morte. Ho una strana sensazione, come se questa battaglia non potremo vincerla! Spero solo di sbagliarmi.”
Dopo aver spento il registratore, si alzò dalla sedia e andò a distendersi sul letto. Ivi cercò di riposare un po’, ma i mille pensieri sulla missione lo tormentavano pesantemente.
Si mise a sedere sul letto massaggiandosi energicamente i muscoli del collo per farli sciogliere un po’. Poi si alzò in piedi, recuperò un DiPAD con l’ultima storia scritta da suo figlio Jake e fece per tornare a distendersi, quando la voce di Jadzia esclamò: “Dax a Sisko!”
“Qui Sisko!”
“Benjamin, è meglio che vieni in plancia! La nave Pak si sta muovendo verso di noi!”
Il cuore di Sisko ebbe un sobbalzo, si sentì come un nodo in gola che non andava né su né giù. Indugiò per qualche secondo prima di rispondere: “Arrivo!” quindi si alzò in piedi, posò il DiPAD sul tavolino e, con passo veloce si diresse verso la plancia.

“Ecco!” esclamò vittoriosa Cursondax. “Ci siamo!”
Tutti scattarono in piedi e si avvicinarono alla postazione della Trill.
“Ho trovato la giusta densità di campo!”
Crush e Jones osservarono i dati sul monitor da sopra le spalle di Ezri: densità di campo cronotonico zero punto zero zero zero sette t’senel.
Nog e T’Ler erano piacevolmente sorpresi, mentre Q, sotto i baffi, rideva pieno di soddisfazione; sapeva che quei ragazzi avrebbero fatto un passo in più per la comprensione dei misteri del tempo.
“Ottimo lavoro Ezri!” esclamò allegra Monica posando una mano sulla spalla dell’anima.
“Ottimo d’avvero!” interloquì Luke. “Ora mettiamoci a lavoro sul siluro!”
Con un entusiasmo ritrovato e la speranza di riuscire a sconfiggere i Pak, la squadra 28 prese a smontare i componenti sensoriali di un siluro quantico e a modificare i sistemi del campo di curvatura in modo da emettere un campo cronotonico di zero punto zero zero zero sette t’senel. Crush stava installando lo stabilizzatori di flusso assionico quando la voce di Picard rimbombò dal sistema di comunicazione: “Plancia ad armeria, come procedono le cose laggiù?”
Crush rispose a nome della sua squadra: “Abbiamo individuato la giusta densità di campo cronotonico da applicare al siluro. Ora stiamo smontando i componenti interni per riconfigurare i sistemi del campo di curvatura.”
“Cercate di fare alla svelta!” replicò Picard. “La nave Pak si sta avvicinando alla nostra posizione. La intercetteremo tra meno di mezz’ora!”
Nog dardeggiò lo sguardo, pieno di paura, da un membro all’altro della squadra.
Crush, con il cuore in gola, volse gli occhi verso Monica la quale a sua volta immerse i suoi azzurri in quelli scuri del fidanzato.
“Ci riusciremo, capitano! Crush chiude!”
Non appena la comunicazione venne interrotta, Nog, sporgendosi in avanti verso Crush, disse: “Ci vorranno più di trenta minuti per implementare tutti i sistemi!”
“Ce li faremo bastare Nog!” replicò Crush. “Coraggio ragazzi, cerchiamo di finire il prima possibile! Ce la possiamo fare”
Così, pieni di fiducia, ma anche ben motivati, i membri della squadra 28, ivi compreso Q, lavorò indefessamente e in maniera molto spedita per tentare di finire il più velocemente possibile la riconfigurazione del siluro.