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CAPITOLO XXVII

Le navi dell’Impero Klingon si mossero.
Gli sparvieri volarono a tutta potenza d’impulso verso il nemico, attivando i loro disgregatori, gli incrociatori, invece, di classe Vor’Cha si frapposero tra i Pak e le navi della Federazione.
La Jagh’Tagh si fece spazio tra gli altri vascelli, cercando di essere in prima linea per conquistare onore e gloria.
“D’Tagh!” urlò Kor. “Fuoco con tutte le armi!”
Il giovane Klingon, un tipo alto e corpulento, con una cicatrice sulla guancia destra, attivò i comandi e la nave fece fuoco con tutte le armi.
Uno sciame di luci verdi si sprigionò dagli emettitori dei disgregatori, e siluri fotonici vennero lanciati dai tubi lanciasiluri.
Forse nessuna nave stellare delle maggiori potenze del Quadrante Alfa avrebbe potuto sopravvivere al lungo ad una borda del genere.
Gli scudi Pak vennero colpiti, ma non riportarono alcun danno.
Kor fu sorpreso di constatare che nemmeno le nuove armi dell’ammiraglia della flotta klingon potevano niente contro quella nave aliena.
Allora, scattando in piedi e afferrando il suo d’ktagh, aprendo le lame laterali, urlò, digrignando i denti: “Tutta la potenza di fuoco della flotta contro quella nave!”
Tutte le navi klingon fecero fuoco contemporaneamente, una potenza di fuoco che avrebbe distrutto in pochi secondi il mantello di un grande pianeta colpì gli scudi nemici.
Ma ancora una volta il livello di energia del campo di difesa Pak non subì un cambiamento così rilevante da far preoccupare l’equipaggio alieno.
I Pak risposero con il loro raggio tetrionico.
Diversi sparvieri vennero investiti e distrutti; poco dopo due incrociatori classe Vor’Cha seguirono il medesimo destino.
Kor, osservando l’esplosioni di quei vascelli, reclinò il capo indietro e urlò.
Era un avvertimento per i caduti che erano nello Sto’Vo’kor; altri guerrieri klingon stavano per unirsi a loro.
Quindi, dopo aver onorato quei morti, rivolse di nuovo gli occhi verso lo schermo e disse a D’Tagh: “A tutta potenza di impulso verso il perimetro superiore degli scudi nemici. E mentre muoviamo verso di loro, apra il fuoco!”
“Hija’!” rispose D’Tagh sperando in una morte gloriosa quel giorno.

“Picard a Crush!”
“Qui Crush!” rispose il guardiamarina mentre porgeva un tricorde a Cursondax.
“Non so per quanto tempo i Klingon riusciranno a resistere contro i Pak!” continuò il capitano.
“Stiamo per installare il dispositivo di campo cronotonico!”
“Faccia alla svelta, guardiamarina!”
Dopo aver disattivato la comunicazione, Crush si portò vicino alla sua consolle, prese uno equilibratore di flusso cronotonico e lo passò a Tuvok che prese ad installarlo all’interno del siluro.
Quindi Ezri afferrò il dispositivo di campo e prese a incastrarlo nella scheda madre dell’arma, incastrandola con dei fermi meccanici. Poi, con il tricorder, cominciò ad impostare la densità del campo cronotonico a zero punto zero zero zero sette t’senel.
L’Enterprise venne scossa violentemente, una salva di disgregatore Pak colpì in pieno lo scafo, creando una falla sul ponte diciannove.
Crusher, mentre stava assistendo un paziente sul lettino operatorio, cadde in avanti, schiacciando il poveretto che avverti un dolore lancinante tanto da lanciare un urlo terribile ad udirsi e che fece spaventare gran parte delle persone in infermeria.
Nog, recuperando il suo equilibrio, volse lo guardo verso l’oblò ed osservò detriti di duranium e alcuni corpi di ufficiali della Flotta Stellare che fluttuavano nello spazio.
Si chiese in quel momento chi fossero, se qualcuno avrebbe pianto la loro morte sulla Terra o sul loro mondo natale. Poi, scuotendosi dal suo stato d’animo, prese a concentrarsi sul suo lavoro. Non voleva fare la stessa fine di quegli uomini.
“Plancia ad armeria!” la voce di Picard era agitata e piena di frustrazione.
“Capitano, ancora qualche minuto!” rispose Crush. Quindi, rivolgendosi a Ezri, cercò di incitarla a fare alla svelta.
La Trill digitò i comandi sul suo tricorder il più velocemente possibile; ma la pausa e la troppa pressione le fecero sbagliare l’immissione della densità di campo e dovette ricominciare tutto da capo.
Nel frattempo i Pak stavano distruggendo le navi klingon, una dietro l’altra.
La Jagh’Tagh era seriamente danneggiata e i suoi sistemi d’armi erano compromessi.
Osservando i suoi uomini che stavano facendo di tutto per riparare tutti i sistemi, Kor si rese conto che non ci sarebbe stata alcuna gloria in quella battaglia; che sarebbero morti senza avere più la possibilità di combattere.
Così, sperando che le sue gesta venissero cantate dalle generazioni future negli anni a venire, il Dahar Master Klingon decise di regalare al suo equipaggio, ma anche a sé stesso, una gloriosa morte.
Si sedette alla postazione del timoniere e impostò una rotta di collisione contro la nave Pak.

“Fatto!” esclamò Ezri mentre sul piccolo schermo del tricorder lampeggiava un indicatore luminoso che la informava dell’avvenuta immissione della densità di campo nel dispositivo.
Senza perdere altro tempo, Monica si portò ai comandi del lanciasiluri e attivò la routine per il caricamento del siluro nel tubo.
L’arma si mosse verso il portello della camera.
Crush attivò il suo comunicatore e disse: “Crush a plancia!”
“Qui Picard!” rispose il capitano aggrappandosi saldamente ai braccioli della sedia mentre la plancia vibrava intorno a lui.
“Siamo pronti signore! Il siluro è in canna!”
Fu in quel momento che sulla plancia dell’Enterprise si respirò una ventata di speranza.
Picard si avvicinò a Data e gli ordinò: “Individui il loro generatore di energia della nave nemica!”
Data digitò i comandi sulla sua consolle ad una velocità incredibile, tanto che Picard fece fatica a seguire i suoi movimenti.
“Individuato signore!” rispose dopo alcuni secondi l’Androide.
“Trasmetta le coordinate alla postazione tattica!” ordinò Picard, poi, guardando Yar, aggiunse: “Blocchi il siluro su quelle coordinate e faccia fuoco!”
“Sissignore!” rispose Tasha che subito inserì i dati ricevuti nel sistema di guida del siluro. “Pronti signore!”
“Fuoco!” urlò Picard volgendo gli occhi verso lo schermo principale.
Yar premette il comando.
Il siluro quantico modificato venne lanciato e solcò veloce la distanza tra l’Enterprise e la nave Pak.