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CAPITOLO III

Diario della stazione, data stellare 55382.1; parla il comandante Thomas Fisher al comando temporaneo di DS9. Il capitano Sisko e gli ufficiali anziani hanno lasciato la stazione cinque giorni fa, diretti con la Defiant sulla Terra per partecipare alla cerimonia di giuramento dei nuovi ufficiali che quest’anno si laureeranno all’Accademia della Flotta Stellare. Durante questi giorni la normale routine su Deep Space Nine non è stata interrotta da nessun fatto inconsueto.

Poco dopo aver registrato il diario della stazione, Thomas Fisher, un giovane ufficiale di trentacinque anni, con gli occhi azzurri e la corporatura ben piazzata, uscì dall’ufficio del capitano Sisko e andò verso il centro della sala comando. Ivi, al tavolo di controllo, sedeva una giovane Terrestre di circa ventisette anni, i lunghi capelli neri gli cadevano sulle spalle (curati secondo il regolamento della Flotta Stellare) e la carnagione olivastra indicavano che le sue origini erano da ricercare nei continenti sub asiatici della Terra. Stava sorseggiando il suo raktajino, leggendo nel contempo un DiPAD. Fisher s’avvicinò alla donna e la salutò: “Buongiorno, Jeasmine!”
Jeasmin Picker, guardiamarina della sezione scientifica di Deep Space Nine trasalì non appena Fisher la chiamò per nome.
“Thomas!” esclamò ella. “Non ti credevo già sveglio a quest’ora!”
“Sono le undici del mattino!” disse Fisher prendendo posto dall’altro lato del tavolo.
“Le undici del mattino secondo l’ora terrestre del meridiano di San Francisco!” replicò Picker. “Secondo l’orario bajoriano sono solo le cinque del mattino, secondo l’orario della provincia di Dahkur!”
“Io vado avanti con il buon vecchio orario terrestre, cuginetta!” ribatté Fisher alzandosi dal tavolo e avvicinandosi al replicatore. Ordinò un tè rosso terrestre extradolce e ritornò al tavolo, studiando i vari rapporti che le varie sezioni avevano appena trasmesso alla sala comando.
Erano appena passate le otto (ora bajoriana) che ecco entrare in sala comando un alto Bajoriano dall’alta fronte e dai capelli color biondo cenere. Portava addosso una divisa da colonnello e, scendendo nel cerchio di comando, salutò il guardiamarina Picker e il comandante Fisher.
“Buongiorno, Shakir!” replicò al saluto Fisher.
Shakir Lirals, era uno dei tanti ufficiali tattici di Deep Space Nine, un uomo dall’inesauribile intelligenza e dal grande cuore. Durante l’occupazione cardassiana, Shakir fondò una cellula di resistenza che prendeva il suo nome e insieme a Shakar (attuale primo ministro di Bajor) riuscì a scacciare i Cardassiani dalla provincia di Windal.
“Già in piedi!” disse con un caldo sorriso sulle labbra il colonnello bajoriano.
“Andiamo avanti con l’ora terrestre noi!” spiegò Picker gettando un’occhiata d’intesa al suo parente.
Fisher sorrise leggermente. “Ho quasi finito di leggere tutti i rapporti della sicurezza!” porse il DiPAD che stava leggendo al Bajoriano e continuò: “La sicurezza ha arrestato tre Nausicani arrivati ieri alla stazione con il trasporto Vadamora. Stavano tentando di contrabbandare del quadricrad.”
“Quadricrad?” ripeté Shakir prendendo il DiPAD e cominciando a leggere il rapporto della sicurezza.
“E’ un potente allucinogeno in grado di inibire le funzioni celebrali di alcune specie come i Breen e gli Iridiani!” spiegò Fisher.
“Si sa chi doveva acquistarla?” chiese il Bajoriano.
“Io ho una mia teoria!” rispose Fisher con un sorriso sulle labbra. Quindi si alzò dal tavolo e andò al turbascensore e ordinò al computer di condurlo sulla Passeggiata.

A quell’ora la Passeggiata era piena zeppa di persone. C’erano Boliani, Iridiani, Bajoriani, Tellariti, Andoriani, Venturi, Vulcaniani e molte altre razze provenienti da quasi tutto il Quadrante Alpha. Molti erano i locali presi d’assalto da quei turisti, ma uno in particolare riscuoteva un certo successo: il bar del Ferengi Quark. Era un posto alquanto accogliente per coloro che volevano giocare a Dabo, bere un cocktail, noleggiare una sala ologrammi e… per coloro che volevano vendere qualcosa che non fosse, diciamo, molto legale.
Infatti, non appena Fisher aveva letto il rapporto della sicurezza riguardante i tre Nausicani, la prima persona che ipotizzò fosse interessata a quella droga fu subito Quark.
Il Ferengi, dietro al bancone, era intento a scambiare quattro risate con Morn, un Luriano, avventore fisso del suo locale.
“Oh!” esclamò Quark non appena vide entrare Fisher dalla porta. “Comandante, qual buon vento solare la porta qua? Gradisce qualcosa da bere?”
Fisher s’avvicinò al bancone fissando Quark negli occhi e sorridendo leggermente. “Dammi uno di quei nuovi cocktail di cui la gente parla tanto!”
Ridendo, Quark si mise subito al lavoro. Mentre era intento nella preparazione del suo cocktail speciale, a cui ancora non aveva dato alcun nome, Fisher gli pose una domanda: “Stavo cercando un Nausicano, un certo Tolàn!”
“Mai sentito!” rispose tranquillamente il Ferengi.
“Strano,” fece Fisher aggrottando la fronte, “mi aveva detto che sarebbe venuto da te per proporti un affare!” “Non mi invischio con i Nausicani!” replicò Quark. “Sono persone che creano solo guai… e pagano poco e non lasciano nemmeno un pezzetto di latinum in più come mancia. Lo sa quanto sono spilorci? Si porterebbero il latinum con loro nella tomba se potessero… e poi parlano male dei Ferengi.”
“Quindi non sai niente di tre Nausicani giunti ieri con la Vadamora?” chiese il comandante.
“Il cargo benziti?” chiese Quark e Fisher annuì semplicemente con la testa. “No, non ne so niente!” continuò il Ferengi. Poi, posando un calice di cristallo con una viscosa bevanda violacea, disse: “Ecco il suo drink comandante!”
Fisher lo osservò attentamente, assai perplesso. Si chiese per un attimo se quell’intruglio fosse commestibile o meno. Sollevò il calice e lo osservò controluce, quindi lo odorò e ne assaggiò un sorso. Subito la gola cominciò a bruciargli forte. Divenne rosso in faccia e gli occhi presero a lacrimargli, cominciò persino a tossire.
“Cosa hai messo dentro questo cocktail?” chiese il comandante tra un colpo di tosse e l’altro.
“E’ fatto con succo di pomodoro, spezia del fuoco betazoide, whisky balzano e un po’ di birra romulana!” rispose divertito il Ferengi.
“Birra romulana?” replicò Fisher. “Ma non è illegale?”
“Forse nel territorio della Federazione!” ribatté Quark. “Qui siamo ancora in territorio Bajoriano!”
“Territorio Bajoriano ancora per poco!” disse Fisher. “Tra tre settimane ci dovrebbe essere la firma del primo ministro Shakar sulla Terra per l’annessione nella Federazione di Bajor. Allora sarà meglio che tu fili dritto, amico mio!”
“Mah!” esclamò Quark strabuzzando gli occhi. “Comandante sono offeso. Lei sa che il mio comportamento è impeccabile. Sono un leader per la comunità di questa stazione!”
Ma, prima ancora che Fisher potesse dire la sua su quell’affermazione di Quark, dal suo comunicatore provenne la voce di Shakir che diceva: “Allarme rosso! Comandante Fisher, per favore venga in sala comando!”
Quark, a sentire il temine allarme rosso smise di sorride e divenne serio. Era dai tempi dell’ultimo attacco del Dominio che non sentiva quelle due parole messe assieme.
Fisher, tastando il suo comunicatore, lo attivò e subito chiese: “Qui Fisher, cosa sta succedendo?”
“Thomas,” esclamò Picker, “è meglio che tu venga qui e alla svelta!”
Così, senza nemmeno salutare il Ferengi, Fisher corse veloce fuori dal locale, attraversò la Passeggiata ed arrivò al turbascensore, attese pochi secondi che arrivasse la cabina e, ancor prima che le porte si aprissero completamente, entrò dentro e ordinò: “OPS!”
Subito le porte si chiusero e il turbascensore cominciò a salire verso l’altro.

Non appena arrivò in sala comando, Fisher volse lo sguardo allo schermo visore, ma questo era disattivo. Quindi chiese un rapporto della situazione e fu Picker a darglielo.
“L’antenna subspaziale dall’altro lato del tunnel ha rilevato l’uscita dalla curvatura di un caccia Jem’Hadar!”
“Uno solo?” chiese Fisher.
“Signor sì!” replicò Picker. “Uno solo…” in quel momento dalla console scientifica cominciò a trillare un allarme di rilevamento. Il guardiamarina cominciò a digitare una combinazione di tasti e poco dopo disse: “C’è un aumento consistente di neutrini all’interno del tunnel spaziale!”
“Qualcosa lo sta attraversando!” interloquì Shakir.
“Sullo schermo!” ordinò Fisher.
Non appena lo schermo visore fu attivato, si poté vedere il tunnel spaziale aprirsi e poco dopo avvicinarsi alla stazione, a un quarto di potenza d’impulso, un singolo caccia Jem’Hadar pesantemente danneggiato e con una gondola a curvatura mancante.
“Non sembra che possa far del male a nessuno quella nave!” fece Fisher avvicinandosi di qualche passo allo schermo.
“Signore!” fece un maggiore bajoriano. “La nave del Dominio ci chiama!”
“Sullo schermo!” ordinò il comandante.
Così, l’immagine della nave danneggiata, venne sostituita dal volto ferito e stanco di Weyoun nove che, rantolante e con un filo di voce, disse: “Qui la nave del Dominio Japagh, chiediamo assistenza, siamo stat…” non riuscì a completare la frase che la comunicazione venne meno.
“Il loro sistema di comunicazione è saltato signore!” disse il maggiore.
“Rilevo un aumento significativo di energia nel loro reattore!” esclamò Picker. “Sta andando in sovraccarico!”
Shakir, con un balzo, fu al controllo operazioni e si tenne pronto ad attivare il teletrasporto non appena Fisher avrebbe dato l’ordine. Ma il comandante per un attimo indugiò, poiché non era sicuro della veridicità delle parole del Vorta. Per teletrasportare Weyoun e i suoi soldati avrebbero dovuto abbassare gli scudi. E se in quel frangente la nave, in apparenza danneggiata, avrebbe dato energia al loro sistema di propulsione e avrebbe lanciato un attacco kamikaze a Deep Space Nine? E se la Japagh non era altro che il classico Cavallo di Troia? E se il Dominio in questi ultimi due anni aveva sviluppato la tecnologia di occultamento ed ora c’era un’intera flotta nascosta pronta ad attaccare non appena gli scudi fossero stati abbassati?
“Signore!” esclamò Shakir.
“Il loro reattore è a un livello critico!” urlò Picker.
Fisher allora prese la sua decisione, ordinò che venissero abbassati gli scudi e che venissero teletrasportati i superstiti del caccia.
Shakir attivò subito il raggio teletrasporto, poco dopo la nave Jem’Hadar esplode, facendo tremare l’intera stazione.
“Ce li ho!” esclamò il colonnello.
“Aspetti a rimaterializzarli!” disse Fisher. Poi, attivò il suo comunicatore e soggiunse: “Fisher a sicurezza, mandate quattro uomini armati in sala comando!”
“Arriviamo!” rispose tosto l’ufficiale della sicurezza.

Pochi istanti dopo ecco che due ufficiali della Flotta Stellare e due ufficiali della milizia bajoriana arrivarono in sala comando con i loro phaser pronti.
“Attenzione!” disse Fisher. “Allontanatevi dalla pedana del teletrasporto! Shakir, ha soppresso il segnale delle loro armi?”
“Si comandante!”
“Allora li rimaterializzi!”
Poco dopo, ecco che sulla pedana del teletrasporto apparvero Weyoun e due Jem’Hadar gravemente feriti. “Sala comando a infermeria!” chiamò Fisher. “Emergenza medica, state pronti a ricevere un Vorta e due Jem’Hadar. Sono in pessime condizioni!”
“Ricevuto!” fu la risposta del medico di turno dal sistema di amplificazione.
“Shakir,” disse Fisher voltandosi verso il Bajoriano, “li teletrasporti direttamente in infermeria!”
Il colonnello digitò i comandi sulla console e i tre feriti si smaterializzarono dalla pedana e furono rimaterializzati in infermeria.
“Ma cosa sarà mai successo?” pensò Shakir ad alta voce.
“Non lo so!” rispose Fisher. “Ma intendo scoprirlo!”