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CAPITOLO VIII

I trasporti bajoriani uscirono dalla curvatura e si diressero a tutta potenza d'impulso verso la stazione.
Trasmisero la richiesta di attacco e comunicarono che erano pronti ad accogliere i civili per farli evacuare.
Picker rispose personalmente e accordò il permesso di attacco.
V’era molta confusione sulla passeggiata, e gli uomini della sicurezza faticavano parecchio per mantenere l'ordine. V’era chi correva freneticamente verso i portelli di attacco, chi invece cercava tra la confusione un parente o un amico, in modo da non separarsi da lui.
Quark, imprecando nella sua lingua natale, si stava dirigendo corrucciato verso il portello d’attracco due con una borsa carica di barre di latinum.
L'uomo della sicurezza che vigilava lo osservò attentamente e scosse la testa; non riusciva a capire come i Ferengi potessero pensare a salvare i loro guadagni in un momento del genere.

In sala comando c'era molta confusione; l'allarme risuonava incessantemente, mentre tutti gli ufficiali stavano eseguendo una diagnostica sui sistemi di difesa e di offesa.
Lirals stava monitorando i sensori esterni e stava tenendo d'occhio il tunnel spaziale, pronto a comunicare qualsiasi anomalia.
Fisher andava da una consolle all’altra osservando il lavoro della sua gente.
In quel momento, il suo comunicatore s’attivò e di guardiamarina Hylmon, un maschio Tellarite, disse: "Comandante, abbiamo qualche problema con i civili. Si è creata una grande coda al portello di attracco numero cinque, molti stanno protestando e qualcuno ha espresso il desiderio di restare ed aiutarci difendere la stazione."
"Negativo," ordinò tosto Fisher, "tutti i civili devono abbandonare immediatamente la stazione; fateli salire sulle navi da trasporto anche con la forza. Non possiamo permetterci di sprecare altro tempo. Se Weyoun ha detto la verità allora è possibile che la nave aliena possa oltrepassare il tunnel spaziale da un momento all'altro."
Il Tellarite rispose: " Sissignore! Sarà fatto comandante."

L'evacuazione della stazione prese più tempo del previsto; ci vollero circa due ore per evacuare totalmente i civili.
Una volta che l'ultima nave bajoriana si sganciò da Deep Space Nine, Fisher ordinò che venissero alzati gli scudi e caricate le armi. Quindi cominciò l'attesa; un’attesa snervante in cui le ore passavano lentamente.
Qualcuno ipotizzò anche che le parole di Weyoun non fossero altro che menzogne architettate per far impaurire l'agente della stazione. Ma quale motivo avrebbe avuto a fare ciò?
Pian piano la tensione cominciò a scemare e, dopo quattro ore di attesa, scomparve quasi del tutto.
Tuttavia Fisher non volle allentare la guardia; per sincerarsi che dall'altro lato del tunnel spaziale non vi fossero attività nemiche, ordinò che venisse lanciata una sonda.
La sonda venne approntata, è lanciata mezz'ora dopo.
Il tunnel spaziale si aprì appena la sonda superò l'orizzonte degli eventi, per poi richiudersi subito dopo il suo passaggio.
La telemetria della sonda non mostrava fatti insoliti all'interno del tunnel.
Quando uscì nel Quadrante Gamma, le immagini mostrano un cielo limpido e stellato, privo di detriti di astronavi e di qualsivoglia nave aliena.
"Forse Weyoun ha mentito!" disse Picker.
Fisher scosse la testa, non riuscendo a comprendere il piano del Vorta.
Quindi fece per abbandonare l’OPS, quando la consolle dove stava Lirals cominciò a trasmettere un allarme di prossimità.
"Signore," disse il Bajoriano, "La sonda rileva una grande nave che è appena uscita dalla curvatura."
"Cosa?"" disse Fisher avvicinandosi alla consolle ed osservando con i suoi occhi un punto luminoso che pulsava sullo schermo. Digitò alcuni comandi e richiamò una piccola finestrella dove comparivano vari dati: dimensioni della nave, forma della nave, sistema di propulsione; tutto sembrava confermare la storia di Weyoun.
La tensione crebbe nuovamente, quando Fisher pronunciò ad alta voce: "Si sta muovendo verso il tunnel spaziale."
Per un attimo tutti indugiarono in sala comando e la loro attenzione venne rivolta verso Fisher che, con sguardo impaurito, teneva gli occhi incollati sul monitor.
Dopo essersi destato dal suo stato, il comandante ordinò che tutti prendessero posizione ai loro posti.
Attivò l'interfono e disse: "A tutti gli uomini della Flotta Stellare e della Milizia Bajoriana, la nave nemica si sta avvicinando al tunnel spaziale; molto probabilmente lo oltrepasserà. Tenteremo di comunicare con la nave aliena e di stabilire rapporti pacifici; tuttavia, se ciò non sarà possibile, potremmo essere costretti ad ingaggiare battaglia. Sono certo che tutti voi darete il meglio per impedire che questa minaccia possa addentrarsi all'interno della Quadrante Alpha. Buona fortuna!"
Non appena finì di pronunciare il suo discorso a tutto l'equipaggio, il tunnel spaziale si aprì e la nave discoidale si avvicinò lentamente a Deep Space Nine.
Tutti gli ufficiali in sala comando osservarono lo schermo principale; a parte il suono dell'allarme s'era venuto a creare un profondo silenzio.

Picker, che era la postazione scientifica, ricevette un segnale dalla nave aliena. Si trattava soltanto di alcune stringhe di testo. Lei attivò l'attenzione di suo cugino e gli fece leggere ciò che veniva riportato sul monitor.
Il testo tradotto in lingua federale riportava:

Abbiamo monitorato le attività della vostra sonda ed essa ci ha condotti a voi. Ammettiamo questo territorio al nostro reame, in nome della regnante Treyand, Signore del Regno Pak.

Fisher indugiò per un attimo, intento a rileggere per la terza volta il messaggio degli alieni.
Si destò dei suoi pensieri solo quando il primo colpo centrò gli scudi della stazione.
Subito ci fu un grande caos.
Fisher urlò: "Rapporto!"
"La nave aliena sta attaccando con armi al plasma altamente ionizzato," disse Picker, " stanno penetrando i nostri scudi!"
In quel momento Lirals urlò: "Signore abbiamo una falla dalle sezioni nove alle tredici, stanno arrivando già il rapporto delle vittime."
"Allora?" incitò Fisher sovrastando i rumori delle esplosioni che rimbombavano nella sala comando.
Lirals rispose: "Abbiamo avuto perdite consistenti: diciotto morti, quarantasette feriti, trentaquattro dispersi."
Una nuova bordata colpì la stazione: molte consolle esplosero e molti furono gli ufficiali che caddero a terra gravemente feriti e ustionati dalle perdite di plasma.
In tutto quel disastro, Picker urlò: " Comandante, il pilone superiore è esploso, abbiamo una falla nel nell’anello abitativo, pericolo di decompressione."
"Attivare i campi di forza!" disse Fisher.
Picker cominciò a digitare alcuni comandi, ma in quell'istante un colpo fece tremare la stazione e indebolire gli scudi del quaranta per cento.
Il tenente, venne scaraventata a terra e riportò una ferita alla fronte, nonostante ciò tornò al suo posto e tentò di completare il suo lavoro. Ma tutto fu vano! I percorsi di comando vennero cortocircuitati e la grande intensità di corrente che né fluì bruciò i circuiti.
"Thomas!" esclamò lei con una voce che faceva trasparire tutta la sua paura. "I campi di forza non rispondono, le procedure di sicurezza sono andate."
Un nuovo colpo, una nuova serie di esplosioni, gli scudi vennero indeboliti a tal punto che una bordata diretta di disgregatore li penetrò e colpì il pilone inferiore mandandolo in pezzi.
Fisher, scaraventato a terra, si ruppe un polso e lanciò un urlo di dolore. Nonostante ciò, continuò a stare al suo posto e a dare ordini: "Avviare l'evacuazione dell’intera stazione, lanciare tutte le navette. Lirals, imposti il computer in modo che lanci tutti siluri fotonici quando le navette si sganceranno da DS9, salva completa."
In quel mentre, Picker, osservando con gli occhi strabuzzati lo schermo del suo terminale, esclamò: "Signore, la nave aliena se ne sta andando."
"Stanno abbandonando la battaglia?" chiese Fisher, volendo essere sicuro di aver compreso bene le parole della sua parente.
"Si, comandante!" rispose il tenente sorridente.
Fisher si rivolse verso lo schermo principale ed osservò la nave che lentamente stava uscendo dal campo visivo; si chiese come mai gli alieni avevano rinunciato a finirli. No che la cosa non gli dispiacesse, anzi ringraziò Dio che i Pak avessero arrestato il loro attacco.
Ma la sua contentezza durò poco.
"Comandante!" Esclamò Lirals tutto allarmato. "C’è un sovraccarico esponenziale nel generatore principale. Tra circa ventidue minuti esploderà... e con esso l’intera stazione!"