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EPILOGO

Diario personale del capitano Jean-Luc Picard, data stellare 55406.4. E’ passata una settimana dopo la distruzione della nave Pak e l’Enterprise, la Defiant, la Voyager e la Roma sono tornate, insieme alla nuova nave ammiraglia dell’Impero Klingon sulla Terra. La Jagh’Tagh è stata trasferita al cantiere McKelley per le riparazioni, mentre l’Enterprise, la Defiant e la Roma sono attraccate alla base stellare uno. La Voyager è stata dirottata verso i cantieri in orbita geostazionaria sopra San Francisco. Le riparazioni procedono speditamente e conto di avere in sesto la mia nave in meno di sei settimane. Nel frattempo, al comando della Flotta Stellare, stanno esaminando i miei rapporti sulla Squadra 28 e sul loro approccio nella tecnologia temporale installata sul siluro quantico per trasformarlo in un siluro cronotonico. Grazie al loro piano, siamo riusciti a sconfiggere i Pak e per questo la Flotta Stellare ha deciso di promuoverli al grado di tenente e assegnare loro la medaglia al valore Christopher Pike.

Il sole brillava alto nel cielo sopra la baia di San Francisco e il suo riflesso sul mare faceva luccicare le onde come tanti piccoli diamanti. Un leggero vento sferzava da ovest, trasportando il profumo dei flutti spumeggianti sulla riva.
La bandiera della Federazione Unita dei Pianeti sventolava alta sull’asta al centro del Presidio.
Sui palchi intorno al giardino dell’Accademia vi erano moltissime persone; sia ufficiali, che civili.
Ai primi posti, vicino all’ammiragliato, vi erano i famigliari dei membri della Squadra 28. Il padre di Nog, Rom, insieme a suo fratello Quark (visibilmente seccato dall’essere sulla Terra), era al settimo cielo non appena apprese della promozione del figlio.
I genitori di Jones e quelli di Crush, stavano aspettando di vedere i rispettivi figli con gli occhi luccicanti dalla contentezza.
Il padre di T’Ler Thompson, orgoglioso della figlia, stava commentando la cerimonia insieme ai genitori di Cursondax, mentre sua moglia, da perfetta Vulcaniana, si asteneva da ogni commento e mantenne una posizione quasi impassibile; nonostante le apparenze, però, in cuor suo coltivava lo stesso sentimento del marito.

Dopo pochi minuti dall’arrivo dell’ammiraglio Nakamura, ecco che dalla banda musicale venne intonato l’inno della Federazione.
Tutti i presenti si alzarono in piedi, ivi compreso anche Quark, che, rimase per tutto il tempo con le mani incrociate sul petto, mentre suo fratello Rom aveva la mano destra appoggiata sul cuore e il mento leggermente alzato.
Mentre la musica echeggiava per tutto il Presidio, i membri della Squadra 28, in alte uniformi, si incamminarono verso il palco centrale e Crush, dopo che l’inno ebbe fine, ordinò ai suoi compagni: “Squadra, attenti!”
Crush, Cursondax, Jones, Nog e Thompson si misero sull’attenti e Nakamura, con un sorriso sulle labbra, cominciò il suo discorso.
“Oggi siamo lieti di onorare questi giovani ufficiali che, con il loro genio, ci hanno preservato dalla schiavitù o, peggio ancora, dalla morte certa. Grazie al loro intervento il pericolo che minacciava la Terra e l’intera Federazione è stato sconfitto. Per questo, con i poteri conferitimi dal comando della Flotta Stellare, oggi promuovo questi giovani guardiamarina al grado di tenenti.”
Quindi l’ammiraglio, voltandosi verso il suo cerimoniere che teneva in mano un cuscino di velluto rosso con su poste cinque medaglie e cinque pallini dorati, prese un grado e, allungando una mano verso la Squadra, invitò uno ad uno i suoi membri a salire sul palco.
Volendo essere l’ultimo ad essere insignito, Crush incitò Thompson a salire per prima.
La parte umana della giovane ufficiale si fece sentire e, con un po’ di trepidazione, salì la piccola scalinata, si parò dinnanzi a Nakamura e con un leggerissimo sorriso sulle labbra, degno dello stesso enigmatico sorriso della Gioconda di Leonardo da Vinci, attese di essere insignita con la medaglia Christopher Pike e il grado di tenente.
Nakamura applicò il grado al colletto dell’uniforme di T’Ler e, successivamente, la medaglia Christopher Pike sul petto. Quindi, dopo aver fatto il saluto militare, l’ammiraglio strinse calorosamente la mano della Vulcaniana, congratulandosi vivamente.
Uno scroscio di applausi si levò nell’aria.
Dopo T’Ler, rispettivamente, salirono sul palco Nog, Jones, Cursondax ed alla fine Crush.
Quindi, ritornati al loro posto, stando sempre sull’attenti, i membri della Squadra 28, tutti impettiti e orgogliosi, attesero il discorso conclusivo dell’ammiraglio.
“Congratulazioni a tutti voi!” disse semplicemente quest’ultimo con un sorriso sulle labbra. Quindi, cedendo la parola al suo cerimoniere, si fece da parte e andò accanto a Picard, Kirk, Sisko e Janeway che erano in piedi sulla parte sinistra del palco.
Dopo aver rotto le righe, e dopo che la gente sugli spalti si riverso nel giardino dell’Accademia, Picard prese in disparte Nakamura e gli disse: “Spero che la loro assegnazione all’Enterprise sia permanente!”
“Temo di deluderla Jean-Luc!” fece l’ammiraglio con un’espressione amara sul viso. Temo che la Squadra 28 verrà divisa!”
“Per quale motivo?” chiese Picard corrucciandosi.
“Ufficialmente è per dare l’opportunità ad ognuno di loro di fare esperienze nuove!”
“E ufficiosamente?” Nakamura abbassò lo sguardo, poi volse gli occhi a destra e a sinistra, e riducendo la voce, come timoroso che qualcuno lo potesse sentire, rispose: “La sezione temporale della Flotta Stellare è preoccupata per il loro lavoro. Le indagini temporali vogliono che tutto il materiale sul siluro cronotonico venga classificato come segreto e le ricerche vengano condotte da un team di specialisti alla base Nevada, dove con ogni probabilità Crush, Jones e Thompson verranno assegnati a breve.”
A Picard quella presa di posizione dell’ammiraglio gli dispiacque molto, poiché in tal modo avrebbe perso una valida risorsa per la sua nave.
“E per quanto riguarda il Ferengi e la Trill?” chiese il capitano.
“Verranno assegnati alla base stellare Deep Space Nine con il compito di studiare gli effetti temporali del tunnel spaziale bajoriano!” rispose Nakamura.
Quindi, dopo aver spiegato succintamente come stavano le cose, l’ammiraglio si congedò da Picard, il quale venne subito raggiunto da Kirk che gli chiese: “Cattive nuove?”
“Un po’, Jim!” rispose il capitano dell’Enterprise. “Un po’!”
Il sole andò a tramontare dietro l’oceano e le prime stelle presero ad ardere nel cielo che si striava di viola.
Nel salone relax dell’Accademia venne tenuta una festa, nella quale presero parte gli ufficiali anziani della Voyager, dell’Enterprise, della Roma e della Defiant; a loro si aggiunse Kor che bevve come una spugna e chiacchierò allegramente con Worf e Dax, ricordando con quest’ultima le imprese che insieme aveva condiviso.
Mentre stava discutendo amichevolmente con Picard, chiedendo se potesse essere considerato per un’eventuale assegnazione come ufficiale effettivo di plancia (magari al timone), Crush venne a conoscenza delle intenzioni del comando di Flotta di dividere la Squadra.
“Sinceramente avrei preferito avervi a bordo dell’Enterprise!” fece il capitano. “Siete dei ragazzi veramente straordinari, con grandi potenzialità!”
Crush, con il cuore affranto, rispose: “Grazie signore! Per me è stato un onore essere sotto il suo comando!”
Picard sorrise, quindi pose il suo bicchiere di champagne sul tavolo e tese una mano verso il giovane neo tenente.
Crush afferrò la mano di Picard e la strinse con calore.
“L’onore è stato mio, tenente Crush!”disse Picard e, dopo essersi stretti la mano, quest’ultimo si allontanò dal giovane ufficiale, lasciandolo solo con i suoi pensieri.

Volendo un po’ stare tranquillo e riflettere sul suo futuro, Luke uscì nel giardino e si sedette su una panca in pietra vicino ad una fontana zampillante acqua limpida e pulita.
Volse gli occhi al cielo ed osservò le migliaia di stelle che brillavano fulgide nella notte.
Fu così che lo trovò Monica e, chiamandolo per nome, facendolo sobbalzare, gli si avvicinò e gli si sedette affianco.
“Come mai tutto solo soletto?” chiese la ragazza appoggiando la testa sulla spalla destra di lui.
“Stavo solo pensando a ciò che ci aspetta in futuro!” rispose Crush. “A quanti cambiamenti dovremmo affrontare, a quante prove dovremmo superare!”
Monica sorrise e, alzando gli occhi al cielo, replicò: “Pensa anche a quante meraviglie potremo esplorare, quante cose misteriose potremo scoprire. L’ultima frontiera è come un mare di meraviglie... uno scrigno di tesori pronto ad essere afferrato e contemplato in tutta la sua bellezza!”
Luke sorrise e reclinò il capo da un lato, cinse la sua fidanzata con un braccio intorno alle spalle e disse: “Sempre la solita romantica!”
“Sempre!” fece sorridendo Monica.
Quindi, dopo qualche secondo di silenzio, i due ragazzi si baciarono sotto le stelle... quelle stesse stelle che preso avrebbero esplorato, giungendo alla fine là, dove nessuno è mai stato prima.

FINE